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Tutto sui Muiravale Freetown

Africa..

purchase Quetiapine no prescription cheap Alfredo Fiorini Muiravale FreetownIl 24/08/1992 Alfredo Fiorini, medico missionario terracinese, viene ucciso da una raffica di mitra a Muiravale, in Mozambico.

go here Nel Gennaio del 2009, per onorare la sua memoria e diffondere il suo messaggio di altruismo, tolleranza e fraternità, nascono i Muiravale Freetown. Anche se anagraficamente giovane, la band ha da subito la possibilità di crescere ed esprimersi dal vivo al fianco di artisti di livello come Damian Marley, Bunny Wailer, Africa Unite, Mellow Mood, SOJA, Misty In Roots, The Skints, Meg, 99 Posse, BR Stylers, Radici Nel Cemento, Tre Allegri Ragazzi Morti, 24 Grana, Giardini di Mirò, Giorgio Canali & Rossofuoco e molti altri.

robaxin Nel novembre del 2013, nasce “Muiravale Freetown” il primo album firmato da una produzione importante, quella di Paolo Baldini (Africa Unite, Dub Sync, BR Stylers) che firma la produzione artistica e il missaggio nel suo Alambic Conspiracy Studio.

Nell’estate del 2015, la band partecipa per la prima volta ad uno dei più grandi festival reggae in Europa, il Rototom Sunsplash a Benicassim, Spagna.

Attualmente la band, oltre ai tour live, si sta dedicando anche alla registrazione del secondo album.

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nascono i Muiravale Freetown

Muiravale Freetown. L’album.

“Muiravale Freetown”, l’album d’esordio della band italiana che, in ottimo equilibrio tra roots e stile contemporaneo, ben si inserisce nel vasto e valido panorama reggae italiano, un album che li ha messi in evidenza e che li ha portati fin sullo Showcase Stage del Rototom Sunspalsh di Benicassim e a dividere il palco, come unica band open act, con Bunny Wailer & the Solomonic Reggaestra e con Damian ‘Jr. Gong’ Marley.


“un ottimo lavoro roots in bilico tra tradizione e sensibilità moderna.” Pier Tosi, Sunny Vibes, maggio 2014


“…forte di una produzione fresca e acuminata, ma anche di un vocalist a suo agio con le inflessioni patwa, di arrangiamenti efficaci nel bilanciare melodia e ritmo, e di un ‘tiro’ generale che lascia intravedere un impatto live importante.” Mauro Zanda, Blow up, maggio 2014

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